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Non solo Mozzarella Dop

 

 I prodotti dell’agricoltura salernitana tutelati dalla Denominazione di Origine Protetta (DOP) e dall’ Indicazione Geografica Protetta (IGP): alcune considerazioni.

 

di Michele Cerrato (Coordinatore del tavolo organizzativo della Manifestazione “ 2° Salone della Mozzarella di Bufala Campana DOP: Vetrine delle Tipicità Salernitane ed eventi sulla Zootecnia”)

 

                                                                                   

Nell’ anno 2006 dall’ analisi dei dati del Consorzio di tutela di Mozzarella di Bufala Campana DOP, si deduce una produzione di 33 mila tonnellate di prodotto, ovvero il 12% in più rispetto al 2005. Ciò ha permesso a questo formaggio di occupare il quarto posto per produzione tra i formaggi DOP in Italia.

L’area geografica con la maggiore produzione è la Campania con circa il 90% del prodotto trasformato mentre il basso Lazio e la Provincia di Foggia  trasformano, nel loro insieme, il 10%. La commercializzazione del prodotto si realizza per l’84% sul mercato italiano, mentre l’export rappresenta il 16%.

La filiera Bufalina Salernitana vanta antiche tradizioni acquisite grazie ai prodotti ottenuti dall’allevamento  - lattiero caseari e carne - ed alla riproduzione e miglioramento della specie.

Molteplici sono i prodotti della filiera graditi dai consumatori:: la Mozzarella e la Ricotta  di Bufala Campana DOP,  la provola, il caciocavallo, la treccia e la carne. In  merito alla carne è particolarmente apprezzata quella ottenuta dalla macellazione degli animali allevati per tale scopo.

Secondo i dati dell’anagrafe bovina - dicembre 2006 - in Provincia di Salerno sono presenti 72.538 capi in 542 allevamenti. L’area di maggiore concentrazione, sia dei capi che degli allevamenti, è la Piana del Sele ed i comuni limitrofi dove si concentra oltre l’ 80% dell’intero patrimonio bufalino salernitano.

La categoria di bestiame maggiormente presente è quella delle bufale in produzione - rappresentano oltre il 52% dei capi allevati-  dalle quali  è stata ottenuta una produzione di latte stimata tra 600/630 mila quintali .

In termini di occupati la filiera bufalina comprende circa 2500 addetti a tempo pieno. Un numero superiore, invece,  è rappresentato da quelli in cui i proventi delle attività della filiera compongono una parte importante del proprio reddito.

Allo stato attuale l’allevamento della bufala mostra ancora potenzialità di sviluppo in quanto esiste sia una notevole disponibilità da parte degli operatori economici –agricoltori e trasformatori-  ad impegnarsi all’ interno di essa sia perché l’allevamento di questa specie può essere realizzato in altre aree della provincia di Salerno. Va notato, inoltre, che attualmente esiste per i prodotti  della filiera bufalina una stabilità dei consumi sul mercato locale ed una possibilità di sviluppo per quelli lontani dai luoghi di produzione.

Con la gazzetta ufficiale del 7 novembre 2006 è stato pubblicato il decreto del ministro delle politiche agricole alimentari e forestali – Paolo De Castro –  dal titolo “ Protezione transitoria accordata a livello nazionale alla denominazione, Ricotta di Bufala Campana,  per la quale è stata inviata l’istanza alla commissione europea per la registrazione come denominazione DOP”. La ricotta di bufala Campana è prodotta a partire dal siero dolce proveniente dalla lavorazione della Mozzarella di Bufala Campana DOP. 

Il Disciplinare di produzione riprende la stessa area di produzione della mozzarella DOP e già dal 2007 il prodotto certificato sarà sul mercato.

Oltre al marchio Mozzarella di Bufala Campana, in Provincia di Salerno, esistono i seguenti prodotti tutelati dal marchio di Denominazione di Origine Protetta (DOP):

- Il Pomodoro San Marzano dell’Agro Sarnese-Nocerino DOP: si coltiva nell'Agro Sarnese-Nocerino, in provincia di Salerno, nell'Acerrano-Nolano e nell’area Pompeiana-Stabiese, in provincia di Napoli, e nel Montorese, in provincia di Avellino, per un totale di 41 comuni. La coltivazione del pomodoro San Marzano Dop -secondo i dati del Consorzio di Tutela-nell’anno 2006 ha interessato circa 90 ettari dai quali si è realizzata una produzione di oltre 32 mila quintali che sono stati trasformati in 12 stabilimenti industriali.

In provincia di Salerno, la coltivazione ha interessato oltre 56 ettari -60% della superficie totale- e si è realizzata una produzione di  24.796 q.li,  che rappresentano anche il 75 % dell’intera produzione DOP. La caratteristica prevalente del San Marzano è il sistema di coltivazione che si attua in filari tenuti sospesi da paletti e sorretti da canne di ferro. La raccolta è esclusivamente manuale.

- Il Caciocavallo Silano DOP: la produzione di questo formaggio è localizzata nelle aree interne delle regioni Calabria, Basilicata, Campania, Molise e Puglia. In Campania sono interessate, parzialmente, tutte le province. In provincia di Salerno la sua produzione è abbastanza limitata, infatti, nell’anno 2004 ha impegnato 5 caseifici con una produzione di circa 82 mila quintali di prodotto. La materia prima utilizzata è di circa 740 tonnellate per lo più proveniente dagli allevamenti del Vallo di Diano.

- Dai dati Istat del novembre 2006, si evince che in Provincia di Salerno la superficie olivicola in produzione è di oltre 38 mila ettari con una  produzione di olive di circa 1.700 mila quintali. Con riferimento all’Olio extravergine di oliva Cilento, la zona di produzione e di lavorazione comprende 62 comuni, posti a sud della provincia, tutti inclusi nell’area del Parco nazionale del Cilento e del Vallo di Diano e tutti caratterizzati dalla presenza di olivi secolari, che sono parte caratterizzante del paesaggio. Nell'area della DOP “Cilento” l'olivicoltura interessa 19 mila aziende con 18 mila ettari di coltivazione che rappresentano circa il 50% della superficie provinciale. Nella campagna di produzione olearia del 2005-06 – Ismecert –  risultano iscritti al registro della DOP “Cilento” 267 aziende agricole per complessivi 1.267 ettari, con una produzione conferita alla molitura di 1.564 q.li di olive. La produzione di olio certificato DOP nella stessa campagna è stata di 264 mila litri, prodotti in 6 frantoi iscritti nel registro.

- La zona di produzione e di lavorazione dell'Olio Extravergine di Oliva “Colline Salernitane” include 86 comuni della Provincia compresi in una vasta area: la Costiera Amalfitana, la Valle del Calore, i Picentini, gli Alburni, l'Alto e Medio Sele, le colline del Tanagro e parte del Vallo di Diano.

L'olivicoltura dell'area DOP “Colline Salernitane” interessa una superficie complessiva di oltre 19.000 ettari, impegnando circa 25 mila aziende agricole. Secondo l’Ismecert nella campagna di produzione olearia del 2005-06 sono iscritte al registro dell’olio DOP “Colline Salernitane” 843 aziende agricole con 2.136 ettari impegnati. La produzione conferita alla molitura è stata di 6.337 q.li di olive con una produzione di olio certificato DOP pari a 6.309 litri, prodotti in 11 frantoi ed imbottigliatori iscritti nel registro.

- La fichicoltura: nel Cilento rappresenta ancora oggi una risorsa economica ed occupazionale non disprezzabile. Attualmente, con oltre il 25% della produzione nazionale, la Campania è la regione italiana che vanta la maggiore produzione di fichi, con circa 11 mila tonnellate di prodotto fresco annue. Il Cilento, da solo, partecipa per circa il 70-75% della produzione totale campana. Di questo, però, solo 1.000-1.200 tonnellate all’anno sono destinate all’essiccazione. Nel 2006, al sistema di controllo e certificazione della DOP Fico bianco del Cilento -dati Ismecert- hanno aderito  23 aziende agricole per una superficie complessiva di circa 46 ettari di ficheti iscritti nel registro. Due sono le imprese confezionatrici che hanno introdotto al consumo 84 quintali di prodotto DOP.

Oltre ai prodotti di denominazione di origine protetta  ,DOP, in provincia di Salerno sono presenti anche quattro prodotti tutelati dal marchio dell’Indicazione Geografica Protetta ,IGP, e sono i seguenti:

- Il nocciolo IGP di Giffoni : la Campania - Istat 2006- è la regione italiana dove si concentra sia la maggiore superficie (circa 23 mila ettari) sia la maggiore produzione di nocciole raccolte  -533 mila q. di prodotto-. La provincia con la maggiore produzione è quella di Avellino a cui segue Salerno con 2540 ettari dai quali si realizza una produzione di oltre 63 mila quintali di prodotto. La coltivazione della tonda di Giffoni si concentra soprattutto nella Valle dell'Irno e nella zona dei Monti Picentini, dove sono ubicati i 12 comuni interessati da questo tipo di produzione. In quest’area si realizza il 90%  della produzione provinciale e quasi tutto è costituito dalla varietà “Tonda di Giffoni”, che si coltiva su circa 2.400 ettari, i quali ogni anno forniscono dai 6.000 ai 7.000 q.li di nocciole essiccate in guscio. Le aziende interessate a questa coltivazione  sono 1.200 e si può valutare in 4.000 unità l'occupazione agricola da essa generata. Nella campagna 2006 –Ismecert- la produzione agricola certificata è stata di circa 530 quintali di prodotto.

- Il carciofo IGP di Paestum. la superficie investita a carciofo nella provincia di Salerno          - Istat 2006- è di 1691 ettari sui quali è stata raccolta una produzione di 173 mila q.li. La zona di massima produzione è la Piana del Sele dove sono interessati a  carciofaie circa 1400 ettari -annata 2004-05- sulla quale si realizza una produzione di circa 190 mila quintali. La produzione certificata dall’ Ismecert è stata di 8500 quintali.

- Il Limone IGP Costa d’ Amalfi : in Provincia di Salerno -Istat 2006- la coltivazione del limone interessa 517 ettari, dai quali si ottengono oltre 114 mila quintali di prodotto.

La produzione dell’ IGP Costa di Amalfi interessa 231 agricoltori che hanno impegnato 101 ettari per questa produzione, realizzando 1.745 q. di prodotto. La coltivazione del limone svolge un ruolo fondamentale nella tutela idrogeologica del territorio amalfitano, occupando anche i versanti più acclivi e si presenta come elemento di spicco del paesaggio della Costiera.
Tra i prodotti trasformati ricordiamo il “limoncello”, liquore tipico della zona, che ha alimentato un importante indotto economico per tutta l’area. La produzione di limoncello certificata dall’ Ismecert per il 2006 è di 54.088 litri confezionato in 11 impianti.

- La Melannurca Campania IGP: con una produzione di poco più di 60 mila tonnellate medie, annue rappresenta l’80% circa della produzione regionale di mele. Pur contando su una superficie di 4 mila ettari, quella iscritta al sistema di certificazione dell’IGP -dati 2005- è stata di 288 ha, coltivata nelle 86 aziende iscritte nel registro. La produzione certificata è stata di 25 mila quintali circa – Ismecert- commercializzata da 4 ditte confezionatrici.

Nonostante la presenza in provincia di Salerno di 327 ha di meleti -Istat 2006- sui quali si ottengono oltre 68 mila quintali di prodotto, non ci sono in provincia aziende agricole ed impianti di confezionamento che aderiscono al consorzio IGP Melannurca.